Aramaki-sai

Circa due settimane fa si è svolta presso l'Aramaki Campus (cioe' la parte dell'universita' che ospita i dipartimenti dell'educazione, scienze sociali etc) la festa degli studenti.
Di cadenza annuale, la festa e' vissuta con grande trepidazione dagli studenti giapponesi, che sono soliti riunirsi in "circoli" ad ognuno dei quali viene assegnato uno stand dal quale possono vendere quello che vogliono, principalmente cibi e beni di consumo immediato. I circoli sono variegati, e rispecchiano la vita sociale giapponese. Ci sono i circoli dei club sportivi (calcio, baseball, nuoto) delle arti marziali (kendo, kyudo, shorinji kenpo) delle belle arti (pittura, tessitura, scazzabubboli) e di quelli che non hanno una collocazione ben precisa ma si uniscono in circoli solo in occasione della festa come il circolo del wafer, il circolo della roba di seconda mano, e il circolo del grasso di maiale (con relativa maglietta "I love la sugna" in giapponese).
E' cosi' possibile assaggiare per pochi yen specialita' tipiche giapponesi, come la fonduta di formaggio e la bistecca a dadi. In genere i cibi vengono spacciati per fatti a mano anche se somigliano stranamente ai cibi pronti del supermercato.
Dato che i visitatori sono quelli che sono ogni circolo cerca di attirare i clienti tramite l'uso di P.R. agghindati in vari modi, come l'individuo di cui sopra, emulo del noto Ramon H.G., bandiera dell'orgoglio gay giapponese, non e' ben chiaro se per finta o per davvero.
Gli studenti stranieri vengono automaticamente iscritti nel circolo "Beyond" che i giapponesi pronunciano "biondo" da cui il nostro dubbio (mio di Nikki) sulla necessita' di tingerci i capelli. Tassa d'iscrizione 1000yen a testa, scopo del circolo favorire gli incontri tra studenti stranieri e giapponesi. Fondatore del circolo e' tale "Camion" momentaneamente fuori sede (korea). A farne le veci il prode Yuuichi dalla cui foto si puo' evincere come mi ha fatto recentemente notare il Nikki che ha fattezze vagamente naniche.

In occasione della festa il circolo "Biondo" puo' vantare l'offerta di esotici cibi stranieri: il chijimi, una frittatina koreana annacquata e ripiena di polpo, verdure e salsa piccante. Sold out in entrambi i giorni.
I suigyoza, ovvero ravioli cinesi bolliti, spacciati per fatti a mano erano invece comprati al supermercato e hanno costituito buona parte di nostri pranzi nei due giorni dell'evento. Infine una terrificante zuppa dolce taiwanese, a base di gnocchi di patate dolci, fagioli rossi, qualcosa di verde che non sono riuscito ad indentificare ed acqua. Ha fatto schifo pure ai giapponesi per dire, ma alla fine svendendolo a 100yen il bicchiere (dai 250 di partenza) secondo la legge per cui "la qualita' conta ma se costa poco lo compro anche se fa schifo" (un po' come succede da Stefan) siamo riusciti a finirlo.
Oltre alle bancarelle c'erano due giorni di concerti, prima uno serio, in palestra ma tutti senza scarpe per non rigare il parquet, il giorno dopo quello dei poveri, all'aperto, su di un furgone convertito in palco, con gruppi dal dubbio valore artistico ma dal grande impatto visivo.
Al termine delle due giornate il prode Yuuichi ci informa sull'ottimo esito delle nostre fatiche, ed andiamo quindi tutti all'izakaya (pub in stile giapponese) "Red Monster", un posto dall'arredamento scuro, dove seduti in terra consumiamo qualcosa come 5 cocktail a testa (poiche' fino alle 22:30 il bere era gratis) senza tuttavia ubriacarsi minimamente data la quantita' millesimale di alcool contenuta nei long drinks nipponici. E' piu' facile ubriacarsi col tiramisu', tanto per dire.
I piatti d'accompagnamento fanno comunque il loro lavoro, c'e' pure la "piza" assolutamente senza pretese, e cosi' felicemente Sei Scem (la cinese che aveva organizzato la serata) ci comunica che ci siamo bevuti tutto il ricavato della festa, nonche' i 1000yen di caparra iniziali.

Il giorno dopo Nikki assente causa infortunio durante la cerimonia del te'.